CODESS SOCIALE APPROVA UN BILANCIO 2013 POSITIVO


comunicato stampa24 LUGLIO 2014

CODESS SOCIALE APPROVA UN BILANCIO POSITIVO
MA RICHIAMA LA NECESSITA’ DI MASSIMA ALLERTA
SUI NUOVI TAGLI VERTICALI AI SERVIZI
 
Nuova stangata a solo danno delle famiglie delle imprese e dei lavoratori dei servizi socio sanitari: chiediamo politiche di sostegno e responsabilità da parte di tutto il sistema welfare




Nonostante la perdurante crisi economico-finanziaria che attraversa il Paese e che incide pesantemente sul settore di riferimento da oltre 5 anni, Codess Sociale chiude l’esercizio 2013 con un valore della produzione pari a Euro 84.583.662 (+ 8,08% rispetto al 2012) e con un risultato positivo di Euro 439.296, confermandosi primo operatore del settore in Veneto e tra i primi operatori a livello nazione nella gestione dei servizi sociali, sanitari ed educativi.

Evidenzia il Direttore Generale Luca Omodei che il mantenimento del margine di esercizio e l’aumento del patrimonio da Euro 12.681.787 a Euro 14.984.360 testimoniano per Codess Sociale la solidità di impresa oltre che quella del capitale umano e sociale, risultati conseguiti con fatiche, scelte precise ed un piano imprenditoriale attento, consentendo di mantenere complessivamente la continuità di occupazione dei lavoratori, nostro principale obiettivo.

In relazione al Piano di Impresa recentemente approvato, continua il Direttore Generale Luca Omodei, prevediamo dove abbiamo investito direttamente, di ampliare l’offerta di servizi nel prossimo triennio: nel settore scolastico arrivando ad accogliere nelle nostre scuole oltre 400 bambini e nei centri di servizi ampliando l’offerta di accoglienza residenziale a oltre 1600 anziani ospiti, con l’apertura di 3 nuovi centri di servizi già entro il 2015.

Incerta invece la previsione per i servizi gestiti in convenzione con l’ente pubblico, in particolare per gli asili nido e i servizi domiciliari dato che nuove pesanti misure di tagli al sociale e alla sanità sono stati varati e che aumenta sempre più la difficoltà delle famiglie a far fronte alle rette, con nuovi grossi rischi di tenuta per tutto il Terzo Settore, le Cooperative Sociali e le imprese di servizi.

Infatti, dopo il disastroso decreto Spending Review - Monti coi tagli milionari alla sanità, ora è stato varato anche il D.Lgs. n. 66 convertito in legge in questi giorni che estende i princìpi della stessa Spending Review anche agli Enti Locali: l’articolo 8 commi a) e b) del decreto prevedono che per realizzare un obiettivo di contrazione della spesa di 2100 milioni di euro, le amministrazioni pubbliche possano ridurre immediatamente gli importi dei contratti in essere per forniture di beni e servizi con le imprese di servizi come le nostre del 5% per il periodo restante di vigenza contrattuale, pena, in caso di non accettazione, la risoluzione del contratto entro i 30 giorni successivi. A questo si aggiunge l’incontrollabile ritardo di pagamento da parte degli enti pubblici, che con gli effetti paradossali creati dai continui tagli, sortiscono il risultato di devastare la pianificazione economico-finanziaria delle imprese del terzo settore, di sgretolare la pianificazione socio-sanitaria e di rendere impossibile il mantenimento o lo sviluppo degli standard di qualità dei servizi ai cittadini.

E' quindi importante che vi sia la massima attenzione da parte di tutto il sistema di welfare ai fini di una presa in carico di questa situazione di cedimento del sistema pubblico dei servizi e di rovesciamento degli effetti della crisi sulle famiglie e sulla comunità che usufruisce dei servizi sociali sanitari ed educativi.

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Comunicato Stampa del 24 luglio 2014